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03_14Fiammetta Falco Jona

Ricordo di Fiammetta Falco Jona z.l.

Fiammetta Falco Jona z.l.  (1936 – 2014)

RICORDO BIOGRAFICO LETTO DA MANUELA FANO  in aperura dei lavori della 59 assemblea generale Adei Wizo a Napoli il 26 maggio 2014   dedicata alla memoria di Fiammetta Falco Jona zl

La Sezione di Venezia sentirà molto la mancanza di Fiammetta, non solo come Consigliera, attiva e intelligente, ma anche come amica, punto di riferimento grazie alla Sua grande esperienza, alla Sua cultura e al Suo buon senso.

Le numerose doti, umane e intellettuali, di Fiammetta tutti le conosciamo e quindi non le ripeterò.

Dirò solo che Fiammetta era una vera Signora, raffinata ed elegante, sempre perfetta nella pettinatura, nell’abbigliamento, con le sue scarpe col tacco alto, che le invidiavamo, sempre impeccabile, sorridente e disponibile.

Era molto conosciuta e apprezzata in tutti gli ambienti che frequentava, non solo quelli ebraici. Una persona veramente rara.

Vorrei però aggiungere che Fiammetta La ritroviamo ancora fra noi grazie all’educazione che ha saputo, assieme al marito Renato, impartire ai figli Alberto e Davide e grazie all’amore e agli insegnamenti che ha trasmesso agli adorati nipoti. Noi La ritroviamo in loro, nei loro gesti, nelle loro azioni, nei loro sentimenti. La Sua presenza si perpetua in loro.

A noi resta la fortuna di averLa conosciuta e frequentata e l’impegno di seguirne l’esempio.

Quest’anno la Giornata Europea della Cultura Ebraica ha come tema “La donna nell’Ebraismo”. Ecco, io penso che Fiammetta ne sia una esemplare rappresentante e propongo di dedicare idealmente a Lei questa Giornata Europea.

Sia la Sua memoria in benedizione.     

Manuela Fano

Biografia a cura della famiglia

Nata a Genova, dove è cresciuta e si è formata, Fiammetta Falco proveniva da una famiglia di commercianti di tessuti di origini piemontesi, papà dirigente di banca, mamma casalinga.

Costretta dalle leggi razziali ad interrompere subito gli studi, trovò rifugio clandestino nell’entroterra ligure, presso la famiglia Cassinelli-Garibaldi, che con enorme coraggio e sacrifici trasse in salvo ben 9 persone (da qui il riconoscimento di Giusti da parte dello Yad Vashem di Gerusalemme).

Ripresi gli studi, si laureava in Giurisprudenza: la frequentazione del corso di laurea le diede l’occasione di conoscere a fondo quel Renato Jona che, da semplice amico d’infanzia, divenne, dopo un lungo fidanzamento ed alcuni campeggi F.G.E.I., Suo marito e quindi compagno di una vita intera.

Fiammetta sceglieva di insegnare a scuola per pochi anni, perché, con la nascita dei due figli, Alberto e Davide, decideva di dedicarsi interamente a loro.

Dopo aver vissuto in diverse città italiane (Milano dal 1967 al 1973 e Napoli dal 1973 al 1976) scelse infine Venezia (dal 1976 al 2014) quale luogo per far crescere stabilmente i propri figli, nel rispetto dei valori dei Padri e delle tradizioni familiari; ogni estate, tuttavia, ritornava nella terra d’origine, nella Sua amata Bonassola, dove era capace di prendere parte a qualsiasi occasione d’incontro conviviale, coltivando legami di autentica e profonda amicizia.

Fiammetta dedicava molto tempo ed energia all’attività di volontariato presso diverse associazioni, locali e nazionali, quali ADEI (Associazione Donne Ebree d’Italia), Comunità Ebraiche, Unione delle Comunità Ebraiche, Consulta delle Donne, Alyn, ecc., manifestando sempre un’attenzione particolare al ruolo delle donna, alla tutela dei più deboli, ed aprendo sempre la propria porta di casa, senza condizioni, benedicendo ogni nuovo arrivo.

Insegnante al Talmud Torà, Vice-Presidente, presidente e Co-Presidente della Sezione veneziana e membro del Consiglio Nazionale dell’ADEI (“spilla d’oro” nel marzo 1984), Consigliera ed Assessore della Comunità Ebraica di Venezia, Fiammetta era capace di proporre e gestire progetti culturali di alto profilo; contestualmente, nell’ambito del Museo Ebraico di Venezia, curava la collezione di tessuti rituali, accompagnava le scolaresche in visita, teneva lezioni nelle scuole del Veneto, con l’obiettivo di spiegare l’identità, la storia, la cultura, il pensiero e le tradizioni ebraiche, grazie alle Sue innate doti di comunicazione e relazione umana.

Autentica Figlia, Sorella, Moglie, Madre e Nonna Ebrea, sapeva coniugare lungimiranza e concretezza, ottimismo e determinazione; “divoratrice” di libri ed esperta enigmista, appassionata di arte, musica, teatro, viaggi e natura (pollice verde conclamato), amante del bello, del gusto e dell’estetica, capace di scorgere un aspetto positivo anche nelle situazioni più improbabili, con la Sua proverbiale eleganza dimostrava la propria capacità e volontà di godere ogni momento della propria esistenza.

La Sua determinazione le ha permesso di combattere per quasi 15 anni le patologie che l’hanno colpita, senza scalfire la Sua gioia di vivere ed il Suo ottimismo, consentendo alla Sua famiglia ed ai Suoi amici di godere della Sua presenza per tanti preziosi anni ed a Lei di veder nascere e crescere ancora i Suoi quattro Nipoti, in compagnia dell’amato ed inseparabile Marito.

Nel corso dell’ultimo Seder di Pesach, trascorso nella Sua casa veneziana, ha voluto pubblicamente ringraziare Kadosh B.U. per averle concesso una tale famiglia, ha rivolto un pensiero particolare alla nuova generazione ed ha ribadito quanto già confidato alle amiche più care, cioè la fortuna di avere due Nuore di cui andare così orgogliosa.

Che la Sua figura costituisca esempio per i giovani ed il Suo ricordo sia in benedizione.

 

Il Ricordo della più cara amica : Serena Levis

Mi è molto difficile parlare di Fiammetta, la mia più cara amica, anche perché non posso ancora credere che non la vedrò più, non potrò più parlarle, uscire con lei, discutere dei libri che abbiamo letto, invitarla a cena o andare a cena a casa sua.

Ho conosciuto Renato e Fiammetta ai campeggi FGEI, ci siamo fatti regali ai rispettivi matrimoni, ma in realtà la nostra amicizia è iniziata quando si sono trasferiti da Napoli a Venezia, dato che Renato era passato a lavorare alla Galileo di Marghera.

I bambini erano piccoli: Alberto, maggiore di quattro anni, frequentava più ragazzi della sua età, ma Davide ha iniziato qui le elementari e subito ha fatto amicizia con Michele; sono diventati inseparabili compagni di giochi, sono andati anche con Shaul alla colonia estiva di Opicina, a campeggi in Italia e in Israele, hanno fatto il liceo insieme e per qualche anno sono stati insieme a Bologna.

Abbiamo partecipato attivamente alla ricerca di casa qui a Venezia e siamo stati felicissimi che fossero soddisfatti della casa a San Silvestro, dove poi hanno passato tanti anni.

L’ADEI è stata importante nella nostra amicizia: presto Fiammetta è entrata nel Consiglio e, lavorando insieme, ci siamo frequentate sempre più spesso.

Non ricordo le date esatte ( non so nemmeno quando sono entrata io stessa nel Consiglio ), ma, cercando nelle carte dell’ADEI, ho trovato non solo i programmi, ma anche i lavori fatti insieme per i seminari AVIV ( Fiammetta, io e la Dora ) o per qualche conferenza tenuta nella nostra sede.

Fiammetta aveva già lavorato a Napoli per l’ADEI e subito è diventata una colonna della sezione di Venezia.

Ha lavorato come Consigliera, come Presidente (ed io sono stata la sua vice), poi come co-Presidente con me, quando non avrebbe voluto continuare con la sua carica, ma aveva poi accettato di dividere la responsabilità.

Ci sentivamo quasi ogni giorno e lavorare con lei è stato un piacere: è stato il suo impegno costante, deciso, assoluto a spronarmi: da sola non avrei fatto niente.

Per Fiammetta lavorare per Israele era qualcosa di naturale e necessario, una cosa scontata.

Era apprezzata da tutti qui, ma altrettanto lo era a livello nazionale: le avevano ripetutamente chiesto di entrare nel Consiglio nazionale.

L’impegno nell’ADEI non le impediva però di seguire con affetto l’attività di ALYN, che aveva anche voluto visitare a Gerusalemme, né di occuparsi della Comunità, del cui Consiglio ha fatto parte per qualche anno, ultimamente della commissione Museo, con particolare riguardo ai tessuti e spesso degli interventi nelle scuole, dove pure era molto apprezzata e richiamata più volte.

Abbiamo fatto insieme tanti bei viaggi; Fiammetta era una compagna ideale come anche Renato e le piaceva viaggiare; a dicembre spesso hanno viaggiato con Roby e Lia, varie volte sono andati in Israele.

Adesso tanti amici si stringono a Renato anche perché Fiammetta era ospitale come nessun altro: la sua casa era aperta a tutti; a volte vedevo che era un po’ stanca eppure non rinunciava mai a ospitare amici e conoscenti; seguiva con affetto profondo tutti i parenti vicini e lontani ed era un elemento unificante per tutti.

Le riunioni familiari erano molto importanti per Fiammetta: a Pesah in genere si riunivano tutti a Genova, a casa di Anna e Piero, ma quest’ultimo anno non ha potuto: i figli, le nuore, i nipoti adorati e i parenti di Genova sono venuti qui a Venezia e con sua grande gioia hanno potuto fare insieme i due sedarim.

Ma sono stati gli ultimi.

Che la sua forza, il suo coraggio e la sua bontà ci siano sempre di esempio.

Serena Levis